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LA FOTOGRAFIA PAESAGGISTICA E DI VIAGGIO |
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Appunti di Paolo Cordelli |
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1. I Preliminari: trovarsi nel luogo giusto al momento giusto |
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| La programmazione |
I risultati fotografici di un viaggio o di una escursione sono sempre condizionati da un insieme di fattori che devono essere considerati ancor prima di iniziare a scattare. Tra questi fattori, i principali sono rappresentati dal limitato tempo a disposizione, dalle condizioni atmosferiche, dalla fortuna. |
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Scattate nelle ore in cui la luce è migliore (in genere all'alba/prima mattina o al tardo pomeriggio/tramonto); questo può richiedere un certo sacrificio fisico, ma determinerà un sensibile miglioramento delle vs. foto, senza particolari necessità di conoscenze tecniche. Nelle giornate limpide è possibile sfruttare anche le ore centrali (il filtro polarizzatore aiuta). Anche nelle foto in città le ore centrali possono essere le migliori, perchè il sole più basso potrebbe creare tra i palazzi dei forti contrasti tra zone differentemente illuminate. |
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| Punti panoramici |
Studiate, allo stesso modo in anticipo, anche quali sono i possibili punti panoramici, come terrazze, torri, colline, ecc.. Le viste dall'alto sono sempre molto efficaci: utilizzando diversi obiettivi ed inquadrando nelle diverse direzioni si possono scattare molteplici immagini, restando praticamente nella stessa posizione. |
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2. La Tecnica: il compromesso tra 3 variabili |
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| Il compromesso: tempo, diaframma, profondità di campo |
Una fotografia è sempre il risultato di un compromesso tra le tre variabili fondamentali: 1)TEMPO DI SCATTO; 2) APERTURA DEL DIAFRAMMA; 3) PROFONDITA' DI CAMPO (pdc.).
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| Sensibilità della pellicola | La sensibilità della pellicola, espressa in ISO o ASA, rappresenta in realtà la quarta variabile dell'esposizione. Utilizzando, infatti, pellicole più sensibili (numero ISO maggiore, cosiddette veloci) si ottengono, a parità di luce e di apertura di diaframma, tempi più veloci. Questo consente di scattare maggiormente a mano libera o di utilizzare diaframmi più chiusi per aumentare la profondità di campo. Il limite delle pellicole più sensibili è la grana, quindi la definizione, e la resa dei colori. Queste ultime qualità, infatti, sono esaltate dalle pellicole meno sensibili (con ISO minore, cosiddette lente), il cui uso spesso necessita del cavalletto. |
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| Esposizione | La corretta esposizione di una scena non dipende dalla semplice misurazione dell'esposimetro, ma dalla interpretazione di quella misurazione. Un suggerimento per controllare la corretta esposizione di una scena è quella di partire dall'inquadratura che si desidera e di muovere la macchina lungo tutta l'area dell'immagine. Potrete accorgervi che questa non presenta una luminosità omogenea. Misurate quindi il grado di contrasto tra le diverse zone e, una volta ricomposta l'inquadratura valutate l'eventuale necessità di apportare delle correzioni (sovraesposizione o sottoesposizione) alla lettura suggerita dalla macchina, tenendo conto del tipo di esposimetro utilizzato. Ad es. l'esposimetro più classico, con "lettura media con prevalenza al centro", tenderà a dare priorità alla porzione centrale dell'inquadratura; se però questa presenta una luminosità maggiore, le altre zone risulteranno sottoesposte (o viceversa sovraesposte nel caso di minore luminosità della zona centrale). |
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| Saturazione dei colori | I colori saturi di una fotografia dipendono da diversi elementi, alcuni non tecnici quali l'orario della ripresa e le condizioni atmosferiche, ed altri tecnici, come l'uso del filtro polarizzatore e la tecnica di sottoesposizione. Quest'ultima tecnica risulta efficace nel caso di illuminazione frontale della scena (il sole alle spalle del fotografo) e consiste nel sottoesporre di 1/2 stop o anche di 1 stop la misurazione suggerita dall'esposimetro della vs. macchina, agendo sui tempi o sul diaframma (ricordando sempre gli effetti in termini di pdc.) (es. esposizione suggerita = f 8 - 125 sec., esposizione adottata pari a - 1 stop = f 8 - 250 sec. oppure f 16 - 125 sec.). |
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| Bracketing | Non bisogna sempre essere sicuri di aver correttamente interpretato l'esposizione di una scena. Nel caso infatti di situazioni difficili, come scene fortemente contrastate, notturni, contoluce, ed in genere in tutte le situazioni di incertezza, è consigliabile effettuare più scatti della stessa composizione con esposizioni diverse; in genere è sufficiente +/- 1/2 stop (max. per Fuji Velvia) o +/- 1 stop. |
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| Luce diffusa | Le condizioni di luce diffusa di una giornata nuvolosa (anche piovosa) o di una zona in ombra sono ideali per alcuni tipi di soggetti quali il bosco, i ritratti ed in genere i particolari. In particolare nel fotografare un bosco, la luce diffusa di una giornata con cielo nuvoloso consente di mettere in risalto tutti i particolari e tutta la gamma di colori (anche in maniera satura), evitando i forti contrasti (a volte ingestibili) che in una giornata soleggiata si verificano tra zone in ombra e zone più esposte. |
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| Tramonto | Misurate l'esposizione sulla porzione di cielo adiacente al sole, che presenta una luminosità media; una misurazione diretta sul sole comporterebbe una forte sottoesposizione degli altri elementi della composizione, mentre una misurazione su una zona scura comporterebbe una forte sovraesposizione con perdita di saturazione dei colori. |
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| Notturno | Fotografate al crepuscolo quando il cielo presenta ancora una certa colorazione ed i monumenti sono illuminati; usare il cavalletto con lo scatto flessibile e la posa B. Calcolate la combinazione diaframma/tempo considerando che ad intervalli pari ad 1 stop di maggior chiusura/apertura del diaframma corrisponde un raddoppio/dimezzamento del tempo di esposizione. |
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| Notturni con luna (doppia esposizione) | Metodo A: |
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3. L'Attrezzatura: completa ma anche più leggera possibile |
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| Corpi macchina | E' preferibile portare 2 corpi macchina in quanto in genere, se possiedono differenti funzionalità si completano, mettono al riparo da eventuali rotture, consentono di utilizzare pellicole differenti (es. una lenta ed una veloce); un corpo semi-manuale (controllo della profondità di campo, riavvolgimento della pellicola manuale, doppie esposizioni, ecc.), l'altro moderno (autofocus, motorizzato, sempre però con controllo della profondità di campo);
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| Obiettivi | Dal 20mm al 300 mm; gli zoom come un 28-80mm o un 80-200mm risultano molto pratici.
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| Cavalletto | Usate il cavalletto per una composizione più attenta e per ottenere la massima nitidezza. Scattare a mano libera con tempi lenti infatti comporta il rischio di foto mosse o al meglio poco nitide. |
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| Scatto flessibile | Evita il rischio di muovere la macchina (con la pressione diretta sul pulsante di scatto), anche se montata sul cavalletto, agendo a distanza. |
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| Filtri | Polarizzatore: intensifica i colori della scena eliminando i riflessi (in particolare del cielo e delle foglie/prati verdi), aumenta il contrasto delle nuvole nel cielo, elimina i riflessi sulla superficie dell'acqua (evidenziando così il colore del fondale); il filtro presenta una ghiera girevole e l'effetto può essere direttamente misurato e valutato. L'uso di questo filtro determina tuttavia una perdita di luminosità di ca. 2 stop che, quindi, può limitare la possibilità di scattare a mano libera se si vuole mantenere la profondità di campo; sulle macchine autofocus deve essere di tipo circolare. |
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Digradante Neutral Density (1 e 2 stop): consente di gestire le situazioni di forte contrasto tra aree di differente luminosità; il filtro (tipo Cokin) presenta una parte gradualmente più scura (appunto di 1 o 2 stop) senza alterare i colori della scena. |
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| 81A: rende più calde le tonalità delle giornate nuvolose o delle zone in ombra.
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| Pellicole Dia | Fuji Velvia 50 ISO (ASA): colori molto saturi, grana molto fine, alta definizione, scarsa latitudine di posa, tempi lenti; da usare con il cavalletto; a mano libera solo con bel tempo e obiettivi grandangolari e normali; pellicola 100 ISO: più veloce da usare con meno luce, per le persone, con teleobiettivi a mano libera; Kodak E200 ISO: da usare in condizioni di scarsa luce, possibilità di essere tirata fino ad 800 ISO, effetto grana.
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| Zaino fotografico | E' il tipo di borsa più facile da portare dato il peso dell'attrezzatura.
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| Giubbotto con tasche | Utile per avere gli obiettivi a portata di mano mentre si lavora.
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4. La Composizione: il vero "tocco dell'artista" |
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| Il processo di composizione | La composizione fotografica può essere banalmente intesa come l’esercizio di riempimento di un’area limitata rappresentata dal fotogramma. Quanto meglio questo esercizio verrà eseguito tanto più le nostre fotografie saranno belle ed efficaci. |
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Le prime tre fasi quindi tendono all’individuazione del soggetto principale della nostra fotografia, che per le sue caratteristiche la renderà attraente al successivo osservatore. Esistono una serie di elementi visivi che risultano fotograficamente efficaci, ad es. la forma, il colore, il motivo (ossia il ripetersi regolare di forme, linee, ecc.). Concentratevi su uno o pochi elementi della scena, in modo da rendere in maniera chiara quale sia il soggetto principale della composizione. L’ultima fase è quella più creativa perché consiste nel distribuire gli elementi selezionati nella maniera più efficace per il risultato finale. |
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Gli obiettivi con le loro differenti focali sono lo strumento che consente al fotografo di selezionare e di organizzare la composizione. Una volta individuato il soggetto interessante provate diverse composizioni utilizzando diversi obiettivi. Muovetevi per quanto possibile intorno al soggetto (di lato, in alto, in basso, ecc.), avvicinatevi ed allontanatevi, perché non è detto che la prima posizione che avete individuato sia la migliore o l’unica (le combinazioni tra la vostra posizione e le focali degli obiettivi sono tantissime). Inoltre un ulteriore elemento di variazione è rappresentato dall’inquadratura verticale piuttosto che orizzontale. |
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| Alcune regole: | Esistono varie regole compositive che un fotografo prima o poi si troverà ad applicare più o meno spontaneamente. Occorre premettere tuttavia che molte di esse possono a seconda dei casi essere derogate con risultati altrettanto efficaci. |
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| Pulizia e semplicità | Includete pochi elementi oltre a quello principale eliminando tutti quelli di disturbo o superflui in modo da ottenere una composizione il più possibile pulita, semplice e quindi chiara ed efficace rispetto a quello che volete rappresentare. |
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| Riempire il fotogramma | Spesso un soggetto risulta più efficace se viene ripreso da vicino anche solo in alcune sue parti fino a riempire il fotogramma. Quindi concentratevi più che sul soggetto nella sua totalità, sui suoi elementi visivi (di nuovo la forma, le linee, il colore). La deroga a questa regola può essere il fatto di ritrarre il soggetto principale molto piccolo, isolato, su uno sfondo con trama regolare o monocromatico. |
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| Regola dei Terzi | Immaginate di suddividere l’area del mirino in parti uguali con due linee verticali e due orizzontali. La composizione in genere risulterà più efficace se il soggetto principale verrà collocato lungo le linee identificate (dipende dal soggetto e dalla inquadratura orizzontale o verticale) anziché al centro del fotogramma. Anche questa regola trova la sua deroga nelle riprese di scene simmetriche in cui la composizione può risultare migliore con il soggetto collocato al centro. |
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| Linea dell'orizzonte | Nel valutare dove collocare la linea dell’orizzonte si fa riferimento alla regola dei terzi tenendo presente a quale parte della scena si vuole dare risalto. Ad es. se si vuole dare risalto ad un cielo ricco di nuvole colorate, sarà meglio collocare la linea dell’orizzonte nella parte bassa del fotogramma; l’opposto si farà se il cielo non è particolarmente attraente. |
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| Obiettivi grandangolari | Questi obiettivi sono i più usati nella fotografia di paesaggio, tuttavia, richiedono una certa attenzione nel comporre l’immagine. I rischi maggiori sono quelli di ottenere immagini piatte includendo troppi elementi anche inutili della scena, oppure amplificando l’effetto di lontananza del soggetto o degli elementi all’orizzonte. Sfruttate quindi la grande profondità di campo del grandangolare avvicinandovi al soggetto, oppure ricercate un elemento in primo piano che possa dare maggiore carattere e profondità alla scena. |
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5. L' Autocritica |
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| Osservare le foto degli altri | Osservate attentamente il lavoro altrui (mostre, libri fotografici, riviste, cataloghi, ecc.) cercando di cogliere il diverso modo di vedere le cose, la composizione, la tecnica adottata, ecc. Questo esercizio consente di verificare come gli altri, attraverso la propria creatività, applicano, con risultati sempre diversi, gli stessi principi universali della fotografia. Non si tratta di copiare il lavoro altrui, ma di cogliere alcuni suggerimenti per migliorare il proprio. |
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| Selezionare le proprie foto | Questo esercizio consente di "tirare le somme" del proprio lavoro ed è molto utile al fine del proprio miglioramento. Si tratta di scegliere, alla fine di ogni lavoro/viaggio, un numero limitato di immagini, quelle veramente migliori (le cosiddette "TOP"), n.20 max n.40, adottando criteri severi di selezione come la varietà dei soggetti, le diverse cromaticità, la diversità di inquadrature grandangolari o tele, verticali o orizzontali. Sarà un momento di forte autocritica perchè la tendenza di ognuno è quella di accettare e salvare molto del proprio lavoro. Ma per questo esercizio dovrete prendere decisioni drastiche ed anche sofferte, perchè magari alcune foto sono perfette ed ugualmente belle, ma rappresentano lo stesso soggetto in modo troppo simile. Aiutatevi con i plasticoni per diapositive. |
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Disponete le foto non in funzione cronologica, ma in funzione appunto della varietà di soggetti, di inquadrature e di cromaticità, concentrandovi quindi sul valore fotografico e non solo documentativo dello scatto. Alla fine otterrete uno o due plasticoni che sintetizzeranno realmente il vostro lavoro. Se l'esercizio viene svolto realmente con severità potrete avere difficoltà anche a raggiungere questo numero limitato di foto. A questo punto osservate attentamente e spesso questi plasticoni, perchè essi rappresentano una sorta di auto lezione di fotografia. Troverete le risposte tecniche e creative al perchè quelle immagini sono migliori, per la scelta del soggetto, per l'inquadratura, per i colori; inoltre vi abituerete a vedere le vostre immagini migliori, traendone beneficio per i lavori futuri. Infine, vi abituerete ad immaginare e quindi determinare già sul posto il risultato finale del vostro lavoro. |
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